4 interior designer di fama internazionale raccontano il ruolo delle superfici tessili nei loro progetti di architettura

Abbiamo intervistato 4 voci di riferimento dell’interior design e dell’architettura internazionale sul ruolo delle superfici tessili nei progetti architettonici, le sifde da superare e loro visioni per i prossimi anni a venire.

Nel design contemporaneo, il tappeto ha smesso da tempo di essere un semplice elemento d’arredo. Negli ultimi anni ha attraversato diversi cambiamenti: è entrato nel linguaggio del collectible design, si è avvicinato sempre più al mondo dell’arte, ed è diventato un terreno di sperimentazione per nuovi materiali sostenibili e tecniche prendendo il ruolo di oggetto speciale all’interno dell’architettura stessa. Per capire come i tappeti su misura e i tappeti di design trovino oggi il loro posto nei progetti architettonici, abbiamo intervistato quattro protagoniste dell’interior design internazionale: grandi studi e interior designer il cui lavoro attraversa continenti, climi e linguaggi progettuali. Le loro risposte si muovono tra artigianato, ricerca sui materiali e sullo stile, così come sul significato silenzioso che una singola superficie tessile può portare in uno spazio compiuto – offrendo una visione condivisa, seppur variegata, della direzione del design tessile nei prossimi anni.

Abbiamo intervistato 4 voci di riferimento dell’interior design e dell’architettura internazionale sul ruolo delle superfici tessili nei progetti architettonici, le sifde da superare e loro visioni per i prossimi anni a venire.

Tappeti su misura GTDESIGN Interpro plus Anna Bekmatova

Nei grandi progetti residenziali, come decidi quando un tappeto deve essere il protagonista dello spazio, e quando invece deve restare un elemento più sobrio e strutturale?

Nella scelta di un tappeto per un grande spazio valgono le stesse regole di ogni buona forma d’arte — che sia teatro, letteratura o cinema. È sempre una questione di tensione drammatica o di gioco di contrasti. Se un interno è già ricco di texture architettoniche complesse e attive, come pattern molto visibi in pietra o lavorazioni dettagliate del legno, il tappeto deve fungere da base strutturale, legando con eleganza e discrezione tutti gli elementi. Al contrario, in uno spazio minimale o monocromatico, un tappeto su misura con una composizione di filato unica diventa protagonista, trasformandosi in un vero oggetto d’arte e nel fulcro della stanza.

Lavori a stretto contatto con la scelta di pezzi unici da galleria. Cosa eleva un tappeto allo status di opera d’arte, e ti aspetti che questa tendenza cresca nel mondo del tessile nei prossimi anni?

Questa tendenza continuerà sicuramente a crescere. I nostri clienti cercano pezzi unici e su misura che riflettano la loro individualità e il loro gusto. Ciò che eleva un tappeto allo status di opera d’arte è la perfetta sinergia tra design visionario e complesso, artigianalità meticolosa e uso di materiali innovativi e pregiati. Un vero tappeto da galleria porta con sé un peso emotivo e una ricchezza tattile capaci di trasformare istantaneamente l’atmosfera di un’intera stanza.

Avete collaborato con noi per sviluppare colori personalizzati e pezzi unici per progetti specifici. Come si sviluppa questa collaborazione? Dove finisce la tua visione di designer e dove inizia la nostra competenza tessile?

Non molto tempo fa avrei risposto così: il nostro team definisce il concept generale, la geometria e la palette esatta, e G.T.DESIGN prende il timone, traducendo le nostre idee nel filato giusto, nella tattilità desiderata e nel budget concordato. Tuttavia, con gli anni di collaborazione su progetti internazionali complessi, ci siamo immersi così a fondo l’uno nel processo dell’altro che questo confine si è assottigliato, fino a scomparire del tutto. A un certo punto abbiamo provato a trovare la linea in cui il design finisce e la produzione inizia, e abbiamo capito una cosa importante: non esiste più. Questa consapevolezza ci ha portato in un territorio completamente nuovo.

Anna Bakhmetova è head e co-founder di Inter Pro Plus, agenzia internazionale leader nell’interior design e nel procurement, con sede in Slovenia, fondata insieme alla sua collaboratrice, Olesya Sitnikova. Dopo una formazione specialistica presso il prestigioso IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, entrambe le fondatrici portano nel loro lavoro una profonda conoscenza dell’eredità del design italiano e dell’artigianalità europea. Specializzata in grandi progetti residenziali e commerciali in Europa e Medio Oriente, Anna Bakhmetova è un’esperta nella ricerca di pezzi di lusso unici e nello sviluppo di soluzioni tessili su misura. Con una profonda passione per l’architettura tessile, intreccia concept d’interni visionari con un’esecuzione tecnica impeccabile.

Tappeti su misura GTDESIGN ID Interior Sonja Mekadmi.
Tappeti su misura GTDESIGN ID Interior

Nella tua esperienza, cosa rende una superficie tessile come un tappeto davvero trasformativa in un progetto di interior design?

A volte hai creato o arredato uno spazio, e in qualche modo manca ancora qualcosa. Quando aggiungi un tappeto G.T.DESIGN, scelto con cura, improvvisamente l’atmosfera si sposta su un altro livello. La chiamerei la luce individuale e magica che ogni tappeto possiede. È la scintilla finale che dà vita all’intero progetto.

Quando integri i tappeti in un progetto, quali sono le qualità chiave che cerchi in termini di materiali, artigianalità e linguaggio del design?

Cerco di raggiungere la perfezione assoluta nella combinazione di texture e colore. E, naturalmente, cerco l’artigianalità del fatto a mano, che aggiunge il tocco finale, rendendo ogni tappeto un pezzo unico. Un colore uniforme non è mai semplicemente un colore pieno; la profondità e la morbidezza aprono un intero spettro di sfumature che catturano in modo sottile e discreto, con toni e texture delicate. È per questo che amo usare i tappeti GT nei miei progetti: senza fare rumore, riesco a inserirli facilmente in moltissimi spazi. Avendo lavorato con G.T.DESIGN per oltre 10 anni, e avendo avuto il privilegio di conoscere Deanna Comellini e discutere le sue idee e i suoi design, so quanto pensiero — quanta riflessione — c’è dietro la scelta anche di un solo colore. Credo che l’immensa somma di tutte queste considerazioni sia così tangibile e visibile da creare, insieme, una magia.

Come reagiscono i tuoi clienti quando un tappeto accuratamente selezionato viene finalmente posizionato in uno spazio completato?

I miei clienti spesso passano davanti alla vetrina del mio showroom, e li vedo fermarsi di colpo e avvicinarsi per ammirare i tappeti GTDESIGN. Catturano i sensi. Il cliente poi ordina un tappeto, lo portiamo nel suo nuovo spazio, lo srotoliamo… e la reazione è semplicemente un “wow” mozzafiato!

Sonja Mekadmi è un’interior designer la cui passione per il mestiere si è formata vivendo a Milano, Parigi, Marrakech, Londra e Monaco — città dalle scene di design ricche di diversità culturale che hanno lasciato in lei un’impronta duratura. Nel suo studio esclusivo ID Sonja Mekadmi a Wiesbaden, accoglie i clienti con un atteggiamento aperto e caloroso, offrendo consigli che ispirano, motivano e li incoraggiano a creare qualcosa di unico e personale da ogni spazio.

Tappeti su misura GTDESIGN Studio CLL Faulkner Claudia Kappl Joy
Tappeti su misura GTDESIGN Studio CLL Faulkner

Lo studio CLL Concept Lightning si occupa di progetti architettonici complessi. In che modo i pezzi G.T.DESIGN arricchiscono le vostre narrazioni spaziali?

Ogni volta che abbiamo l’opportunità di completare uno spazio architettonico con gli interni, lo facciamo pensando a un’atmosfera coesa. G.T.DESIGN ha aggiunto negli anni uno strato straordinario e avvolgente, in linea con la nostra filosofia, che spesso si ispira all’ambiente e ai colori e alle texture circostanti della natura e dei contesti naturali, attraverso il tempo e le stagioni.

In quanto specialisti nel design della luce, come dialoga la vostra selezione tessile con l’illuminazione?

Anni fa, per esempio, quando scoprimmo per la prima volta G.T.DESIGN, ricevemmo dei campioni della collezione Kama, morbida al tatto e capace di offrire una lucentezza variabile al passaggio della luce attraverso la fibra, lasciando una traccia dell’interazione tra tocco e movimento. Questo continuo scambio tra luce e fibra lascia spesso un’impressione invitante e avvolgente, sospesa tra passato e presente.

Quali collezioni G.T.DESIGN ti incuriosiscono di più, e in quale contesto architettonico le immagineresti utilizzate?

Nel corso degli anni abbiamo avuto l’opportunità di introdurre diverse collezioni in progetti con location molto diverse tra loro: da alte quote montane – con i loro intensi cambiamenti stagionali di colore e clima; a territori desertici, che richiedono un vivere indoor-outdoor asciutto; fino all’umidità dei tropici.

La resistenza della serie Coconutrug, capace di sostenere l’uso intenso di stivali invernali o lo sfregamento di ghiaia e terra, ha offerto un ottimo punto d’appoggio in diverse delle location citate. Tra i miei preferiti personali ci sono: il flat weave in lana dipinta di Luoghi, Passo Doppio e In-Canto, e mentre abbiamo amato vedere Paglietta e Coconutrug in diversi progetti precedenti, non vediamo l’ora di vedere Paglietta Cotta e O Sole Mio protagonisti di una grande casa nel Nord Est.

Claudia Kappl-Joy è laureata con un Master in Architettura presso la TU Graz, in Austria, e con un Master in Architectural Lighting Design presso il KTH di Stoccolma, in Svezia. Ha lavorato in Austria, Svezia e Regno Unito come architetto e lighting designer, prima di stabilirsi a Tucson, in Arizona, nel 2007.

È co-fondatrice, direttrice creativa e direttrice generale di CLL Concept Lighting Lab, uno studio di progettazione d’illuminazione architettonica. Lo studio è specializzato in soluzioni di lighting concettuale – per l’architettura quanto per il paesaggio – pensate per sentirsi parte integrante del linguaggio di ogni progetto. Il suo lavoro spazia dal residenziale d’alto livello fino a progetti commerciali e ricettivi negli Stati Uniti e non solo. Certified Lighting Designer (CLD), Claudia Kappl-Joy è inoltre membro di Women in Lighting (WIL), IALD e IES. Tiene lezioni presso CAPLA e guida workshop e giurie in scuole di design. È affascinata dalla qualità effimera della luce e dal suo dialogo con lo spazio, ed è costantemente alla ricerca di come creare atmosfera.

Tappeti su misura GTDESIGN Monoccino Julia Garay
Tappeti su misura GTDESIGN Monoccino

Con la tua lunga esperienza in architettura d’interni, quanto è importante la ricerca su nuovi trend e materiali nel campo della decorazione tessile, e come valuti le aziende italiane specializzate in questa nicchia?

La ricerca è fondamentale — ma non intendo solo ricerca sui materiali. Intendo ricercare cosa c’è davvero dietro ogni prodotto: la sua intenzione, la sua ispirazione, cosa rende un pezzo diverso da un altro. È una questione di identità. Fare ricerca significa trovare i pezzi e i materiali che rendono uno spazio unico, invece di essere la ripetizione di un altro. Non siamo interessati a seguire i trend nel loro senso più superficiale, ma a capire cosa stiamo davvero cercando, cosa ci definisce in questa epoca e nel nostro modo di vivere. È da lì che accompagniamo ogni progetto, aiutando il cliente a definire il proprio modo di abitare uno spazio. Ma definire materialmente quell’identità ha senso solo se dietro c’è rigore tecnico: senza di esso, la dimensione sensoriale di un prodotto resta visiva, resta una fotografia. È l’esecuzione tecnica che permette a quell’identità di essere toccata, usata, vissuta. Ed è qui che il design italiano si distingue: poche industrie riescono a sostenere insieme, con questo livello di coerenza, la dimensione tecnica, materica e sensoriale.

Quanto è importante per te instaurare un dialogo creativo con i tuoi fornitori? Puoi condividere qualche esempio?

È essenziale, perché è ciò che permette a ogni progetto di essere unico. Naturalmente gravitiamo verso marchi i cui prodotti già funzionano bene da soli – questo è il punto di partenza. Ma avere la libertà di sedersi con un cliente e proporre qualcosa, sapendo che il proprio fornitore troverà il modo di realizzarlo, è impagabile. È questo che costruisce un tipo diverso di relazione: smette di essere una transazione commerciale e diventa un obiettivo creativo condiviso.

Nel tuo ruolo di brand ambassador per G.T.DESIGN, quali consideri i punti di forza chiave che meglio definiscono e distinguono il brand italiano?

Ciò che definisce G.T.DESIGN non è solo il prodotto, sono le idee e la cura che c’è dietro ogni pezzo. C’è una famiglia dietro il marchio, e si vede: nel modo in cui ogni design è progettato, nel tempo che dedicano a qualcosa che potrebbe essere risolto in modo più veloce e generico; e invece non scelgono quella strada. Uso G.T.DESIGN nei progetti in cui il cliente apprezza davvero questo tipo di dettaglio – cose che non sono visibili a un primo sguardo, ma che definiscono uno spazio in modo sottile. Questo è esattamente il tipo di lusso silenzioso in cui credo: non ciò che grida, ma ciò che regge a uno sguardo più attento.

Julia Garay è una interior designer argentina che vive in Uruguay, dove risiede da circa quindici anni. Ha studiato architettura prima di lasciare la sua città natale. La vita e il trasferimento in Uruguay, l’hanno portata verso l’interior design. Ha iniziato vendendo mobili, per poi lanciarsi in proprio con un concept store, fondendo gradualmente due mondi – il retail e l’interior design. Questo percorso l’ha portata a fondare Monoccino, un hub che riunisce interior design, arredi speciali, arte e architettura.